August 2nd, 2006
Era l’inizio del 2006, mi trovavo in una stanza d’albergo nella bella Parma dopo aver tenuto un corso di formazione ad un’ azienda locale. Durante una telefonata vengo a sapere di una situazione che avrebbe catalizzato i miei pensieri professionali da li in poi per i prossimi mesi, fino ad ora. Borland Software Corporation decide di creare uno spin-off per la sua linea di prodotti IDE e datababase. Sul momento ho avuto una brutta sensazione, come se fosse la fine di un’era, ma in realtà ho avuto tempo per metabolizzare il tutto e vedere la cosa da un punto di vista “equilibrato”.
Anche se i tutti i prodotti inclusi nello spin-off sono di tutto rispetto, mi sento particolarmente legato a Delphi nella sua veste “classica”. L’elegante linguaggio e l’ottimo IDE (sorvoliamo su qualche problemino di gioventù riguardante le versioni 8, 2005, 2006) mi hanno accompagnato da anni nelle non facili strade dello sviluppo software, quindi vederlo in “crisi” mi ha fatto un brutto effetto. In realtà, con il passare del tempo, mi sono reso conto che la situazione sta migliorando invece che peggiorando. Borland ha ormai da anni palesato ai suoi clienti le sue intenzioni di investire sempre più risolrse in quello che lei chiama ALM (Application Lifecycle Managment) e quindi la sezione IDE+database non aveva più a disposizione le risorse (persone e $$$) abituali. Nelle ultime release la cosa era diventata evidente. Ora a 6 mesi dall’annuncio del “tragico” spin-off mi sento di dire la mia su quanto è successo.
I tempi cambiano, non è retorica, è realtà. E “solo gli stupidi non cambiano mai idea” (questa è retorica
). Dopo aver sciorinato tanta saggezza popolare, mi sento di affermare che la situazione non è affatto critica. Anche se la cessione sta avendo dei tempi lunghissimi, il tutto sembra esser partito con il piede giusto. Delphi è sempre stato visto come qualcosa d’elite. Fino a qualche anno fa, la massa usava VB6 e “qualcuno” usava Delphi. Ora la massa sembra si stia spostando su .NET (comunque meno di quanti sperava Micro$oft) e l’elite ha ancora trovato in Delphi lo strumento ideale per il proprio lavoro. Certo, chi sviluppa software seguendo le mode, non passarà mai a Delphi… e io sono contento di questo.
Vorrei concludere citando delle notizie curiose/interessanti apparse sul sito http://delphi.wikia.com
Una lista di applicazioni distribuite su larga scala, e conosciute anche dall’utente medio, sviluppate in Delphi http://delphi.wikia.com/wiki/Good_Quality_Applications_Built_With_Delphi e un tutorial su come riconoscere se un’applicazione è stata sviluppata in Delphi. Nel tutorial si fa anche riferimento ad un’applicazione scritta dal sottoscritto e che trovate liberamente scaricabile da http://dade2000.altervista.org (TDWinInfo nella sezione freeware)
Saluti
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November 21st, 2005
Sinceramente, mi sarei aspettato di meglio! Anthony Hopkins non c’è più, e il cast non è abbastanza valido per colmarne la lacuna. Alcune acrobazie del novello Zorro sono veramente da film di fantascienza, forse impossibili neanche ai contorsionisti circensi. Alcuni spunti sono simpatici, ma nula che valga il prezzo del biglietto. Il dramma familiare, anche se allineato on il 3° millennio, non sembra molto adatto al personaggio…
Insomma… affittatelo tra qualche mese…
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July 22nd, 2005
Dai mezzi d’informazione provengono notizie incoraggianti e rassicuranti riguardo le nuove esplosioni verificatesi sugli autobus londinesi: “Nessuna vittima, non sono riusciti a farci del male”. In realtà quello a cui si dovrebbe pensare è che le bombe non erano state progettate per uccidere o almeno non per fare stragi. Una bomba ha rotto le vetrate del piano superiore di uno dei caratteristici autobus a due piani… solo i vetri superiori, non ha neanche perforato il pavimento dell’autobus. Chi vorrebbe credere che queste bombe erano progettate per uccidere? Secondo me questo evento è da vedere sotto un altro puinto di vista: Ci sono riusciti un’ altra volta, e nella città più sicura e sensibile al fenomeno terrorismo del momento. Ci sono riusciti ancora!
Al momento della detonazione abbiamo perso un’altra guerra contro il terrorismo! Non sono stati bloccati quelli che avrebbero potuto fare una (un’altra) strage, e tutto questo nella città in cui ogni giorno ci sono disservizi ai trasporti pubblici perché ora tutto è diventato pericoloso: un pacco, un sacchetto di plastica, un cartone… ma ci sono riusciti ancora, hanno ancora beffato tutte le forze dell’ordine, hanno ancora fatto vedere che il terrorismo non è guerra, è terrore! Non credo ci debba consolare il fatto che non ci siano state vittime; sono stati loro a non volerne. Hanno fatto vedere che avrebbero potuto farlo, ma stavolta hanno solo dato una dimostrazione di forza.
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July 7th, 2005
Il maestro ha colpito ancora. Dopo le evidenti dimostrazioni di simpatia per Tom Hanks (”The Terminal”) e Tom Cruise (”Minority report”), il papà di E.T. ho rivisitato la sua idea di “alieno”. A differenza del simpatico extraterrestre degli anni 80 famoso per il suo “telefono casa”, dopo 20 anni Spielberg rispolvera un genere a lui caro (ricordate “Taken” andato in onda in Italia l’estate scorsa?). Questa volta però gli alieni sono cattivissimi e non esitano a “bere” gli uomini.
Il film è un rifacimento ad alto budget di un vecchio successo, basato a sua volta su un libro. Diciamo che la storia non è originalissima, ma contiene ancora oggi degli spunti interessanti… Senza dire troppo sulla fine del film, la vera guerra ‘dei mondi’ non è tra la terra e gli alieni ma tra il macro e il micro… l’infinitamente piccolo che vince, anche se ad alto prezzo, verso l’infinitamente grande, forte e potente.
Ad un occhio superficiale, il film non è altro che un ammasso di effetti speciali ben realizzati, ma dopo averlo ‘metabolizzato’ non fa rimpiangere il prezzo del biglietto.
Alcuni appunti sono da notare…
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Una tecnologia così avanzata non può avere sentinelle che non sono in grado di “percepire” la presenza di un essere umano dal calore corporeo, battito cardiaco o cose simili (in una scena del film 3 persone si ‘nascondono’ alla vista di una sentinella e riescono a farla franca standogli a 20cm di distanza!!!)
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In altri punti del film, gli invasori distruggono tutto quello che gli si pone davanti, ma nella scena di ui sopra, la sentinella si muove con una delicatezza degna di “Carla Fracci” !!
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Possibile che gli alieni non cerchino di comunicare con gli uomini in nessun modo?
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Una tecnologia così avanzata e loro hanno solo 3 dita con il pollice NON opponibile?
Ma, in definitiva, un bel film, forse con un “dramma” umano un po troppo scontato.
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July 5th, 2005
Ecco l’ennesimo blog che si affaccia alla grande rete con la pretesa che quello che ivi conterrà possa in qualche modo interessare chi è dall’altra parte del monitor. In effetti non credo che quello che scriverò abbia una qualche importanza per Voi, ma sicuramente ce l’ha per me. A volte mi trovo a fare considerazioni del tutto personali e vorrei tenere traccia di queste… ma io sono pigro, mooolto pigro. Così proverò a tenere questo mio “diario” on-line, con la speranza che il “rendere pubblico” quello che penso mi aiuti a fare ordine tra le idee che a volte (anzi, molto spesso) attraversano troppo velocemente il mio “Shared Brain” senza lasciare benché minima traccia.
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